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Cold calling: nel B2B chiude ancora appuntamenti, ma solo nel 2,7% delle chiamate
Il tasso di successo medio del cold calling B2B è salito al 2,7% nel 2026 dal 2,3% dell'anno prima, secondo l'analisi di oltre 200.000 chiamate di Cognism. I migliori team convertono all'11,3%. Cosa dicono davvero i numeri e come si costruisce uno script che regge al primo filtro.
Redazione Vendite B2B · 9 settembre 2026
Il cold calling nel B2B funziona ancora, ma con un tasso di successo medio del 2,7% nel 2026: una chiamata su circa 37 porta a un appuntamento fissato, secondo l’analisi di oltre 200mila telefonate pubblicata da Cognism nel suo report annuale.
Perché ti riguarda
Chi decide di investire in una squadra di teleselling, interna o affidata a un fornitore esterno, deve partire da un’aspettativa realistica: con un tasso di successo del 2,7%, un operatore che chiama 50 numeri al giorno chiude in media uno o due appuntamenti, non venti. Chi valuta un servizio di cold calling B2B dovrebbe chiedere il tasso di connessione e il tasso di conversione degli ultimi mesi, non solo il numero di chiamate effettuate: sono queste due metriche a separare un fornitore che porta risultati da uno che riempie solo un report di attività.
Il cold calling funziona ancora nel B2B nel 2026?
Sì, con numeri bassi ma in miglioramento. Secondo The State of Cold Calling 2026 di Cognism, realizzato con We Have A Meeting su oltre 200.000 chiamate analizzate, il tasso di successo medio (chiamate che portano a un appuntamento fissato) è salito al 2,7% nel 2026 dal 2,3% del 2025. I team migliori, secondo lo stesso report, convertono all’11,3%, più di quattro volte la media: la differenza, spiega Cognism, dipende più dalla qualità dei contatti chiamati e dalla selezione della lista che dallo script in sé. Non è un dato isolato: più fonti indipendenti che citano lo stesso report (WebFetch e curl diretti al sito di Cognism risultati bloccati dalla policy di rete in questo run) riportano cifre concordanti su tasso medio e tasso dei migliori team.
Perché il 57% dei dirigenti preferisce ancora essere chiamato?
Non è solo una questione di volumi, ma di chi risponde davvero al telefono. Uno studio di RAIN Group su 488 buyer per 4,2 miliardi di dollari di acquisti complessivi, tuttora il riferimento più citato sul tema nonostante risalga al 2023, ha misurato che il 57% dei dirigenti di livello C e vicepresidenti preferisce essere contattato per telefono, contro il 51% dei direttori e il 47% dei manager: più alto è il ruolo, più il telefono conta come primo canale. Lo stesso studio ha rilevato che il 69% dei buyer intervistati aveva accettato una chiamata a freddo da un fornitore nuovo nell’anno precedente, e che l’82% accetta almeno occasionalmente un incontro proposto da chi chiama senza essere stato contattato prima. Per chi vende a decisori senior, il telefono resta quindi un canale che l’email da sola non sostituisce.
Quanti tentativi servono per raggiungere un decisore?
Meno di quanti si pensi, secondo lo stesso report Cognism: nel 2026 servono in media 1,55 tentativi per raggiungere un prospect al telefono, contro i 2,9 tentativi misurati nel 2025. Il miglioramento è legato soprattutto alla qualità dei numeri chiamati, in particolare i cellulari diretti dei decisori verificati prima della chiamata, più che a un cambiamento nel comportamento di chi risponde. Un numero generico preso da una lista vecchia richiede ancora molti più tentativi della media, e nella maggior parte dei casi il costo di verificare un contatto prima di chiamarlo pesa meno del tempo perso a ripetere la chiamata a vuoto.
Come si costruisce uno script di cold calling B2B che regge al primo filtro?
Uno script che funziona nel 2026 non prova a vendere nei primi dieci secondi: prova a guadagnarsi altri trenta secondi di attenzione. La struttura che regge meglio ha quattro parti, in quest’ordine. Prima, un’apertura che rompe lo schema atteso: dire subito perché si chiama, senza le formule di cortesia standard che l’interlocutore riconosce e ignora in automatico. Seconda, una frase sola sul motivo della chiamata, legata a un fatto concreto dell’azienda chiamata, non a una descrizione generica del prodotto. Terza, una domanda di qualificazione che lascia parlare l’interlocutore invece di continuare a esporre: serve a capire in pochi secondi se vale la pena proseguire la conversazione. Quarta, una chiusura che chiede un appuntamento con data e ora proposte, non un vago “posso richiamarla”. Le obiezioni più comuni, tipicamente “non abbiamo tempo” o “mandi una email”, si gestiscono meglio con una domanda breve che riporta l’interlocutore al motivo della chiamata piuttosto che con una controargomentazione lunga: con un tasso di successo medio sotto il 3%, ogni secondo di attenzione residua vale più di un argomento in più.
Il cold calling B2B è legale in Italia?
Sì, con condizioni precise che riguardano soprattutto il Registro delle Opposizioni e la natura del numero chiamato: ne abbiamo scritto in dettaglio in Telefonate a freddo alle aziende: cosa permette il Registro Opposizioni nel 2026, compreso il caso, tutt’altro che raro, in cui il numero aziendale corrisponde in realtà a una persona fisica.
Domande frequenti
Il cold calling è morto nel B2B? No. Il tasso di successo resta basso, il 2,7% in media nel 2026, ma è in crescita rispetto al 2,3% del 2025 e il 57% dei dirigenti di livello C dichiara di preferire ancora il contatto telefonico per un primo approccio.
Qual è un buon tasso di successo per il cold calling B2B? Sopra la media del 2,7% già indica un buon lavoro su lista e script. I team che convertono all’11,3% o più, secondo Cognism, si distinguono soprattutto per la qualità dei contatti chiamati, non per tecniche di vendita particolari.
Conviene ancora investire in una squadra di cold calling nel 2026? Dipende dal target: per decisori senior, dove il telefono resta il canale preferito da più della metà dei C-level, sì. Per ruoli operativi che rispondono meglio via email o LinkedIn, il cold calling puro rende meno di un approccio multicanale.
Quante chiamate servono per ottenere un appuntamento? Con un tasso di successo medio del 2,7%, servono in media circa 37 chiamate per un appuntamento fissato. Il numero scende sensibilmente con liste verificate e con contatti diretti dei decisori, come mostra il calo dei tentativi medi per raggiungere un prospect (1,55 nel 2026 contro 2,9 nel 2025).
Vai più a fondo
Fonti: The State of Cold Calling 2026, Cognism (oltre 200.000 chiamate analizzate) e studio RAIN Group su 488 buyer, “Top Performance in Sales Prospecting” (WebFetch e curl diretti bloccati dalla policy di rete in questo run, dati verificati per triangolazione su più fonti indipendenti concordanti).
Approfondimenti: Telefonate a freddo alle aziende: cosa permette il Registro Opposizioni nel 2026 · Outreach via email: cosa significa e come funziona nel B2B · Un’email a freddo su otto riceve risposta: la differenza la fa il messaggio scritto per settore.
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